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GIUSTIZIA PER TUTTI

È meglio correre il rischio di salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente.

Voltaire


Plot:
A respected war-photographer is falsely convicted of the murder of his wife, a lawyer of an important legal studio in Turin. After 10 years, he finds himself out of prison with life to rebuild, especially the relationship with his daughter.
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photo by Maria Vernetti © Showlab

Giustizia per Tutti: miniserie 6 x 50′

Giustizia per Tutti: la trama
​Roberto, stimato fotografo di guerra, viene condannato a trent’anni per l’omicidio di sua moglie, avvocato in un importante studio di Torino. È proprio lui a trovare il cadavere di Beatrice, contaminando la scena dell’omicidio. Roberto non si arrende, continua a combattere per avere giustizia, cerca nuove possibilità, studia, arriva a laurearsi in Giurisprudenza riuscendo a dimostrare la sua innocenza.

Dopo dieci anni, si trova fuori dal carcere con una vita da ricostruire, soprattutto il rapporto con la figlia Giulia, che ora ha diciannove anni e con Daniela, la sorella gemella di sua moglie, che ha cresciuto la nipote come fosse sua figlia. La grande occasione gli arriva da Victoria Bonetto, la figlia del titolare dello studio dove lavorava sua moglie. Ha studiato il caso di Roberto e vuole che collabori con il suo studio per difendere chi, come lui, ha subito condanne ingiuste. Comincia così per Roberto un nuovo percorso, che gli permetterà di scoprire molte cose, anche del suo passato.

Giustizia per Tutti: il cast
Raoul Bova è il protagonista della fiction ed è affiancato dalla compagna Rocio Munoz Morales e da Anna Favella.

Con: Anna Ferruzzo, Valeria Cavalli, Jacopo Crovella, Giulia Battistini, Beppe Rosso, Maurizio Marchetti, Roberto Zibetti, Rossella Brescia, Giuseppe Loconsole, Umberto Procopio, Francesca Vetere, Rodolfo Corsato, Giada di Palma, Gloria Cuminetti, Guido Ruffa, Maria Josè Revert , Alessandro Lussiana

E con: Elia Moutamid, Miloud Mourad Benamara, Ismayla Mbaye, Silvia Lorenzo, Giuseppe Antignati, Edoardo Rivoira, Anna Cucolo, Roberto Accornero, Elisabetta Scarano, Rodolfo Corsato, , Fabrizio Odetto, Riccardo Lombardo, Luca Bardella, Gianluca Bottoni, Michele Maccagno, Giacomo Valdameri, Katia Mironova, ,Marilina Succo, Alessia Donadio, Oliver Tassone, Michele Guaraldo, Walter Schiavone, Marco Affatato, Kelli Pekkenen, Faith Orido, Federico Bombi, Chiara Cavaliere, Yuri Dmytryv, Giorgia Fantino, Filippo Locantere, Franco Ghibaudi, Massimo Valtz Brenta, Jacopo Capurso, Carmelo Cancemi, Elisa Calvagno, Mauro Tarantini, Franco Ghibaudi, Sandro Calabrò, e altri ancora…

Giustizia per Tutti: la scenografia

Tommaso Bordone

Giustizia per Tutti: i costumi

Simonetta Leoncini

Giustizia per Tutti: il suono

Mirko Guerra

Giustizia per Tutti: il trucco

Rosabella Russo

Giustizia per Tutti: la fotografia

Fabio Olmi

Giustizia per Tutti: il montaggio

Nicola Moruzzi, Irene Vecchio

Giustizia per Tutti: la musica

M° Paolo Vivaldi

Giustizia per Tutti: la produzione

Showlab e RB Produzioni

in collaborazione con Mediaset

con il contributo del POR FESR Piemonte 2014-2020-Azione III 3c.1.2 – bando “Piemonte Film Tv Fund” e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte

Giustizia per Tutti: la regia

Maurizio Zaccaro

Giustizia per Tutti: quando va in onda
In prima visione assoluta nell’autunno 2021 su Canale 5.

photo by Maria Vernetti © Showlab
photo by Maria Vernetti © Showlab
photo by Maria Vernetti © Showlab
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GIUSTIZIA PER TUTTI 

NOTA DI REGIA

Nel mettere in scena un personaggio come Roberto Beltrami, splendidamente interpretato da Raoul Bova, è stato come immergermi nelle contraddizioni della giustizia e vivere in prima persona, vuoi per le straordinarie locations torinesi, fra tutte il carcere delle Vallette, l’angoscia di chi finisce nella spirale di una giustizia che a volte può sbagliare e così distruggere la vita di persone ingiustamente arrestate.

Girando “Giustizia per tutti” mi è venuto più volte in mente il bellissimo film “Detenuto in attesa di giudizio” (1971) dove la celebre battuta: “Signor Di Noi vuole accomodarsi un momento in ufficio? È una semplice formalità…” diventa l’inizio di un incubo senza fine per Alberto Sordi, il protagonista.

Non cito questo film a caso. Era il lontano 1991 quando Nanni Loy, in occasione della consegna del premio Solinas, mi prese sottobraccio dicendomi: “Adesso che hai vinto sappi che avrai sempre a che fare con la severità del pubblico, e magari anche con la sua grossolanità ma non dimenticare mai che per il nostro mestiere sono entrambe cose indispensabili, esami da superare insomma, soprattutto se nei tuoi film parlerai di giustizia e di diritti civili.”

Ebbene, sono passati tanti anni, eppure queste parole non me le sono mai dimenticate, né girando film civili come “Un uomo perbene” sul caso Tortora, tantomeno ora, con “Giustizia per tutti” dove, mettendo in scena i vari episodi che compongono la miniserie, ho sempre tenuto d’occhio il rapporto fra le vicende che stavamo raccontando e la realtà a cui le stesse si ispiravano, nonché il rapporto con il pubblico, mi auguro numeroso, che le guarderà quando andranno in onda. Ne è scaturita così una proposta televisiva della quale il network, i produttori, gli attori, e chiunque abbia collaborato alla sua non facile realizzazione possano in qualche modo dire “un lavoro che meritava d’essere fatto”.

Non dimentichiamoci infine che solo nel 2020 i casi di malagiustizia sono stati ben 101, il che vuol dire 101 innocenti ingiustamente finiti in cella. Non dimentichiamoci che molti studi legali lavorano a favore di questi innocenti “Pro bono”. Un termine derivato dal latino che significa “per il bene di tutti”. Come fa Roberto Beltrami una volta scarcerato, facendosi carico di rivedere i casi per i quali, esattamente come lui anni prima, qualcuno è finito in carcere senza motivo, triturato dalla furia cieca della ricerca di un colpevole a tutti i costi.

“È meglio correre il rischio di salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente.” Diceva Voltaire.

In “Giustizia per tutti”, Raoul Bova, alias Roberto Beltrami, applica questo concetto alla lettera, con successo ed empatia.

Maurizio Zaccaro

photo by Maria Vernetti © Showlab
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L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva“.

Articolo 27,  comma 2 della Costituzione

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