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PERSONAL BLOG

BOLOGNA – 2 AGOSTO 1980 – ORE 10,25

PER NON DIMENTICARE CHE IL FASCISMO E’ UNA BRUTTA BESTIA CHE GIRA PER IL MONDO E NON SI FERMA MAI.

(photo by Maurizio Zaccaro © 2020)

Il 10 settembre 1980 venne sequestrato all’ordinovista Carlo Battaglia un documento in cui si parlava di «arrivare al punto che non solo gli aerei, ma le navi e i treni e le strade siano insicuri: bisogna ripristinare il terrore […] Al di fuori di noi, con le nostre idee ci sono milioni di uomini, essi ci aspettano. Diamo un segno inequivocabile della nostra presenza… Occorre un’esplosione da cui non escano che fantasmi»

“Ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare… il ‘fascismo eterno’. È ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo e dicesse: ‘Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!’. Ahimè, la vita non è così facile. …Il fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo” Umberto Eco

Campo di cipolle. Photo by Maurizio Zaccaro © 2020

Lo spettacolo della natura si rinnova ogni giorno quando i campi di cipolla da seme sono in fiore. La fioritura inizia tra la fine di maggio e l’inizio di giugno e prosegue anche per un mese. Le piante di cipolla sono lasciate germogliare per ottenere i preziosi semi che permetteranno nuovi raccolti. Ma è il lavoro degli insetti pronubi come le api, che trasportano il polline da un fiore all’altro permettendo l’impollinazione e la conseguente formazione del frutto, a rendere tutto possibile. Un omaggio alla vita che riunisce piante ed esseri viventi.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
(Wislawa Szymborska)

Santarcangelo di Romagna. Photo by Maurizio Zaccaro © 2020
videoclip di Maurizio Zaccaro © 2020 – Tutti i diritti riservati

Dal momento in cui la peste aveva chiuso le porte della città, non erano più vissuti che nella separazione, erano stati tagliati fuori dal calore umano che fa tutto dimenticare. Con gradazioni diverse, in tutti gli angoli della città, uomini e donne avevano aspirato a un ricongiungimento che non era, per tutti, della stessa natura, ma che, per tutti, era egualmente impossibile
(Albert Camus, La peste)

Anfora Islamica. Photo by Maurizio Zaccaro © 2020

Tra l’acqua e il mondo islamico esiste un rapporto intimo e antico, che le ragioni climatiche possono spiegare solo in parte. Vi è infatti alla base un’eredità di tradizioni e civiltà, un senso religioso profondo, complesse ragioni sociali e culturali.
L’acqua appartiene ai nostri sogni più profondi, evoca la maternità, la pulizia, la purezza, la sensualità, la nascita e la morte. E se questo vale naturalmente per ogni civiltà, nell’Islam tali idee hanno trovato un senso più profondo, facendo dell’acqua un fulcro tanto spirituale quanto sociale ed estetico. L’acqua è stata domata con i qanat, resa rito con i hammam, venerata come dono celeste e temuta come castigo divino.

Da“Acqua, Islam e Arte” Silvana Editore 2019

“Guardando se nevica”. Photo by Maurizio Zaccaro © 2016
Si dice che i vecchi siano come i bimbi. A quest’uomo che ho conosciuto e amato, Angelo, che nel momento in cui ho scattato questa fotografia era ormai prossimo al traguardo della vita ma con la stessa meraviglia di un bimbo guardava alla finestra i primi fiocchi di neve che quel giorno stavano cominciando ad imbiancare il paese, voglio dedicare questa semplice poesia di Marino Moretti (Cesenatico, 18 luglio 1885 – Cesenatico, 6 luglio 1979):

Il bimbo guarda alla finestra i fiocchi
taciti ch’empion turbinando l’aria;
guarda la strada bianca e solitaria
che non ha che un ombrello e due marmocchi,
e guarda la casina dirimpetto
che è agghiacciata dal vento e dalla bruma,
ma che pur nel silenzio algido fuma
con la pipa del suo comignoletto.
Sorride il bimbo nel suo caldo covo,
ed è stupito, perché i fiocchi a un tratto
d’un paesello nero e vecchio han fatto
un paesello tutto bianco e nuovo.

LA SERA DELLA VITA . Photo by Maurizio Zaccaro 2020

Quando la nostra vita si avvicina al tramonto, riemerge con forza una questione essenziale – “Per quale ragione ho vissuto, per quale motivo vivo ancora?” Risuona così un ultimo appello per imparare a vivere, a tralasciare il superfluo per il necessario e, soprattutto, a selezionare con parsimonia gli ultimi amici scartando così una volta per tutte gli imbonitori da fiera, gli speculatori, i falsi, i traditori, i corrotti, tutti coloro insomma che per tanti loro loschi interessi sono pronti a farci del male e continuano a farcelo. Solo così credo, almeno per i giorni che ci restano, si può ritrovare il giusto senso del vivere quotidiano. M. Z.

PARADISO E INFERNO. Photo by Maurizio Zaccaro 2017

In questo Paese, devi fare la grana prima. E quando hai fatto la grana, c’hai il potere. E quando hai il potere, c’hai tutto pure le donne. È per questo che bisogna muoversi.” No, non è un intecettazione ambientale dell’operazione “Odysseus” (2017/2020) condotta dalla Guardia di finanza, in collaborazione con la polizia locale sui fatti e misfatti della caserma dei Carabinieri Levante, di Piacenza. E’ solo una battuta tratta da “Scarface” diretto dal Brian De Palma (1983) con Al Pacino nel ruolo di Tony Montana.

particolare del dipinto del 1435 “Paradiso e inferno” del pittore bolognese Maestro dell’Avicenna. Si trova nella Pinacoteca di Bologna



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