CONCORSO NAZIONALE “IL PAESE DI DON ABBONDIO” 2019

SEZIONE: “DOV’E’ FINITO QUESTO FILM?” .

Proiezione privata con l’autore ai fortunati vincitori

Alcuni indizi:

  • Il film è stato girato nel maggio 2018 interamente a Lampedusa.
  • Gli attori principali: Linda Mresy, Sergio Castellitto, Valeria D’Obici, Raffaella Rea.
  • Richiesto da numerosi Festival, nessuno è mai riuscito ad averlo.
  • Non ha distribuzione
  • Il Film è stato prodotto da Stemal Entertainment – IpotesiCinema – con Rai Cinema.

“NOUR” racconta la follia di un mondo che si vuole sempre più diviso fra nord e sud, nel tentativo di rendere l’Europa una fortezza inespugnabile. Spostando il punto di attenzione dal racconto nello sguardo di chi trova la salvezza nell’ultimo (o nel primo, dipende dai punti di vista) lembo di terra italiana, la storia di Nour Al Shabi (Linda Mresy) bambina siriana di undici anni arrivata senza genitori a Lampedusa, diventa così una sorta di “Axis Mundi” attorno al quale si collegano il cielo, la terra e gli inferi, in questo caso rappresentati dal mare che, dal 1993 ad oggi, ha inghiottito più di 34.000 vite umane. Una strategia narrativa che capovolge il rapporto con lo spettatore: non è chi è seduto in sala a guardare le immagini ma sono le immagini a guardare l’indifferenza.

Nel lontano 1200, il filosofo persiano Sa’di di Shiraz ha scritto: “Tutti i figli di Adamo formano un solo corpo, sono della stessa essenza. Quando il tempo affligge con il dolore una parte del corpo, anche le altre parti soffrono. Se tu non senti la pena degli altri non meriti di essere chiamato uomo”

Maurizio Zaccaro

La censura di qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, con qualsiasi pretesa, è sempre stata e sempre sarà l’ultima risorsa dello stolto e del bigotto.
(Eugene O’Neil)

«È vero, ho salvato tante vite, a volte già chiuse nei sacchi dove si depongono i morti. Tanti bambini; alcuni li ho anche fatti nascere e allora in quei momenti mi sento bene, mi sento un uomo vero, una persona che dà senso alla propria vita. Certamente non un eroe»
Pietro Bartolo,
medico di Lampedusa, deputato al Parlamento Europeo 2019

  • A Bruxelles arriva la solidarietà: eletto Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa
    Da 30 anni in prima linea a Lampedusa per aiutare i migranti, Pietro Bartolo è eletto con il Pd e 135mila preferenze

Nel generale avanzamento delle destre xenofobe europee, dall’Italia arriva un raggio di speranza: Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e candidato con il Pd, è stato eletto e ha trascinato i democratici, con oltre 135mila preferenze nelle circoscrizioni dove era iscritto. 
Da 30 anni attivo come medico del poliambulatorio di Lampedusa, Bartolo in un’intervista rilasciata a Globalist non molto tempo fa affermava l’importanza di “arginare questa deriva populista, sovranista e xenofoba, perché il nostro Paese non merita di essere rappresentato da chi semina paura, ma da chi costruisce speranza. Non merita di essere rappresentato da chi alza muri, ma da chi costruisce ponti”. 
Sempre nell’intervista, Bartolo ha dichiarato la sua intenzione di proporre, da eurodeputato, “una revisione della convenzione di Dublino, per dare alle persone in arrivo la possibilità di raggiungere i Paesi in cui desiderano vivere. Chi arriva in Italia molto spesso non desidera restare nel nostro Paese, ma spostarsi altrove. È necessario garantire la libera circolazione all’interno della Comunità Europea, nel rispetto degli accordi tra Stati membri”.
“La mia carriera di medico” dichiarava Bartolo, “mi ha messo a contatto in questi trent’anni davanti ai crimini più grandi che si possano commettere contro l’umanità intera. Perché quando violenti una donna, stai violentando l’umanità intera, quando torturi un uomo, stai torturando l’umanità intera. Ecco, la mia “dote”, se così possiamo definirla, è che nessuno debba più vedere quel che sono stato costretto a vedere io. Che si aprano subito i corridoi umanitari. E il Mediterraneo torni ad essere un mare di vita, non di morte”.

Fonte: The Globalist 27 maggio 2019

“NOUR” : BANNED FOR BEING A POLITICAL FILM.

CENSORSHIP DUE TO THE FEAR IT COULD INSPIRE TOLERANCE TOWARD MIGRANTS AND REFUGEES.

Avrei preferito mille volte sentirmi dire “il tuo film è venuto così male, è così brutto, girato peggio, che ci vergognamo perfino a distribuirlo.”

Invece niente, solo silenzio. “Nour” è diventato così un film che non esiste anche se è costato soldi dei contribuenti. “Nour” dà fastidio al potere perché scuote le coscienze? Molto meglio allora farlo sparire, dissolverlo nel nulla come se non fosse mai stato realizzato. Diceva Primo Levi che “…ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.”