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Una storia “contro”, sociale e politica, per raccontare Napoli
di Marzia Gandolfi
Pietro Filodomini è insegnante di italiano presso la Maiello, una scuola “speciale”, un avamposto culturale nel cuore depresso e disperato di Napoli. Con l’aiuto di un corpo insegnante al femminile, Pietro recupera all’educazione scolastica trentasei adolescenti abbandonati dalle famiglie e dalle istituzioni. Determinato e ostinato, ‘o professore recupera porta a porta i suoi studenti, riscattandoli dalla prostituzione, dalla microcriminalità e dal reclutamento camorrista in cui si adopera Pescecane, un arrogante malavitoso.
Dal passato di Pietro riemerge però un episodio di violenza che lo costringe a testimoniare una verità dolorosa davanti alla legge e ai suoi ragazzi. La confessione e la presa di coscienza del professore diventano una rilevante esperienza pedagogica che trasformerà radicalmente la loro giovane esistenza.
I personaggi che abitano il cinema di Zaccaro sono quasi sempre “uomini perbene”, normali e soli a causa del loro irrinunciabile bisogno di giustizia. Pietro Filodomini non fa eccezione e avalla i precedenti cinematografici del regista milanese. Il professore di Zaccaro è un educatore in trincea che coordina un progetto educativo contro la dispersione scolastica e coltiva un sogno: portare trentasei ragazzi “abbandonati” nel ventre di Napoli alla licenza media. Se il Tortora di Leo Gullotta (Un uomo perbene) veniva schiacciato dalla giustizia, il Filodomini di Castellitto la pretende per i suoi ragazzi.
Lontano dall’essere un giustiziere alla James Belushi (Una classe violenta), il professore napoletano non risponde ai metodi camorristi e alle provocazioni dei suoi studenti con spranghe e coltelli. Lo scontro fisico e frontale e il dispiegamento di violenza della “scuola” hollywoodiana vengono mutuati dalla disponibilità all’ascolto, dalle idee e dalle indicazioni di vita. Il film focalizza pertanto la sua attenzione sulla drammatica dimensione della gioventù partenopea, mettendo in scena tutta la fatica di essere adolescenti in una città che non vuole (o non può?) disfarsi della spazzatura materiale e morale che ingombra i suoi vicoli e impedisce l’espressione personale dei suoi figli.
Napoli diventa nella trasposizione televisiva di Zaccaro un autentico laboratorio sociale, un luogo in cui discutere sulle forme della conoscenza (operando una decisa critica verso un “sapere” mafioso costituito), un luogo privilegiato in cui si confrontano la cultura umanistica e la sottocultura camorrista, una città in cui si sperimentano relazioni importanti, docente-discente, e altre rispetto a quelle malavitose profondamente radicate nei costumi locali.
L’educazione è il processo che permette di “tirare fuori” la conoscenza dall’individuo e la coscienza dell’individuo. Il professore del titolo è il compromesso tra struttura e istinto, tra lentezza burocratica e dinamismo criminale. Ma l’equilibrio non sembra essere una soluzione praticabile nella realtà partenopea. In questo punto preciso Zaccaro porta la sua opera da un piano sociale a quello politico. Sceglie così e di nuovo di raccontare una storia “contro”, coerente col suo cinema e la sua visione del mondo e della vita.
Tratto dal romanzo di Paola Tavella, “Gli ultimi della classe”, e sceneggiato dagli inseparabili Rulli e Petraglia, ‘O Professore elude la retorica del buon maestro, macchiando col peccato l’immacolato “libro cuore” di Pietro Filodomini. Sergio Castellitto interpreta l’ordinario eroismo di un professore, smettendo questa volta il gesto istrionico e accordandosi alla struttura corale e debuttante dell’opera televisiva di Zaccaro. Gli otto protagonisti esordiscono efficacemente sul piccolo schermo, educati dall’autore allo spettacolo del mondo, invitati a “cogliere l’attimo” e a viverlo poeticamente.
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Perchè “O Professore ” di Sandro Petraglia e Stefano Rulli

Nelle tante storie scritte per il cinema e per la televisione non eravamo mai riusciti, per una ragione o per l’altra, a parlare di Napoli. Al rammarico per un film “mancato” si sommava da tempo il desiderio di tornare a scrivere di un universo a noi particolarmente caro: il mondo della scuola, su cui siamo tornati tante volte, da “Mery per sempre”, a “La scuola”, da “Don Milani” a “Auguri professore”, un mondo che permette come pochi altri di raccontare, attraverso un microcosmo riconoscibile a tutti, le relazioni essenziali di una comunità e le sue trasformazioni.

Ci interessavano in particolare quelle esperienze “di frontiera” che in diversa maniera sono ormai diffuse nel mondo, dalle favelas brasiliane, alla banlieu parigina, là dove le scelte pedagogiche per il recupero scolastico dei “dispersi” presentano caratteristiche abbastanza omogenee e hanno come punto di riferimento alcuni insegnanti in grado di coniugare nuovi modelli pedagogici e profonda sensibilità sociale in una dimensione di normalità che rifiuta ogni idea di santità o di eroismo.

Perciò quando Sergio Castellitto (che era rimasto suggestionato dalla lettura dell’intenso libro di Paola Tavella “Gli ultimi della classe”) ci ha chiesto di scrivere per lui una storia che avesse come protagonista un professore di una scuola “di frontiera”, ci è sembrato un po’ un segno del destino.

Ora, a copione pronto, è Maurizio Zaccaro che, con la sua sensibilità e la sua forza, darà immagini e vita ai paesaggi metropolitani, ai volti e alle voci dei giovani, alla drammaticità e alla sfrontata vitalità delle loro esistenze.

Noi, per parte nostra, abbiamo cercato di narrare un’esperienza scolastica “credibile” nel contesto napoletano, descrivendo però destini, inquietudini, rabbie, disorientamenti e sogni, rintracciabili in ogni “periferia del mondo”: una parabola sulla dannazione sociale e la possibilità del riscatto.

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GALLERY

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‘O PROFESSORE

Mediaset
presenta una produzione
R.T.I. in associazione con
Grundy Italia ed Alien Produzioni
prodotto da Grundy Italia

Regia
Maurizio Zaccaro

Direttore della fotografia
Fabio Olmi

Scenografo
Renato Lori

Costumista
Simonetta Leoncini

Fonico di presa diretta
Emanuele Cecere

Montaggio
Lilly Lombardi

Organizzatore generale
Patrick Carrarin

Amministratore
Alessandra Paoletti

Supervisore alla produzione
Ornella Bernabei

Produttore RTI
Francesca Galiani

Delegato alla produzione RTI
Cecilia Ferrari

Interpreti
Sergio Castellitto, Luisa Ranieri, Donatella Finocchiaro, Peppe Lanzetta, Giovanni Ferreri, Antonio Catania, Maria Grazia Bon, Gianluca Di Gennaro, Umberto Nesi, Raffaele Vassallo, Martina Russo, Gennaro Mirto, Rossella Verde, Carmela Cuccurullo, Pietra Montecorvino, Raffaella Illiceto, Franco Melone, Enrico Maria Lamanna, Rosaria Di Cicco, Marcello Romolo, Fabio Grossi

Serie TV in 2 episodi – Joy (Premium Gallery) – Prima Serata
In onda venerdì 11 e sabato 12 luglio 2008 – Canale 5 – Prima Serata
In onda lunedì 1 e mercoledì 3 settembre 2008

 

Cartella Stampa “‘O Professore”